
Delitti sulla costa degli Etruschi (Giugno 2025)
Romanzo scritto in terza persona e ambientato ai giorni nostri con rimandi agli anni giovanili del protagonista.
Gesualdo Forleo, quarantenne capitano dell’arma dei carabinieri, non ha niente dell’eroe, molto più dell’uomo comune, se si esclude una memoria eccezionale.
Abituato a combattere ogni giorno la criminalità, è contro se stesso la lotta più dura, sempre in cerca di quell’identità che sembra non volergli appartenere.
Ha iniziato molto presto a confrontarsi con un padre ostile, per tutti l’Avvocato, persona anaffettiva, sempre pronta a umiliarlo e collusa con la malavita di un piccolo paese siciliano. Da lì la scelta di prenderne le distanze e schierarsi dalla parte della giustizia.
Il periodo trascorso nella Bassa Padana gli fa incontrare l’amore e l’angoscia della perdita. Si ritrova – per non creare ulteriore sconforto in chi convive con la sofferenza – a venir meno ai propri compiti di tutore dell’ordine, perdendo la stima e la fiducia in se stesso fino a chiedere un trasferimento senza escludere di abbandonare l’Arma.
A San Vincenzo, paese sulla costa tirrenica in provincia di Livorno, il protagonista, aiutato dai quattro uomini della squadra, contrasta crimini di poco conto manifestando la sua intenzione di dimettersi al più presto.
Eventi tragici e del tutto inaspettati lo costringono a rimandare quanto previsto.
La presenza di un serial killer sul territorio semina il panico tra la popolazione con l’uccisione di tre donne e di un povero emarginato. Tutte e quattro le vittime risultano essere uccise da frecce costruite con la tecnica in uso presso i Sioux.
Nonostante l’aiuto della dottoressa Valeria Imperi, psicologa inviata dall’Unità per l’Analisi del Crimine Violento e con la quale Forleo inizia una relazione, il caso sembra non volersi risolvere.

Scritti di pensieri che mutano (novembre 2024)
È una raccolta di scritti brevi come pensieri che mutano; ci accompagnano per un tratto, giusto il tempo di lasciarci dentro qualcosa di diverso.
Seguono percorsi loro e la logica sta nella ricerca dell’accettazione.
Assomigliano alla vita.
Sono racconti, riflessioni che diventano occasione di incontro con personaggi improbabili o simili a ognuno di noi, dove le storie appartengono a tutti o solo all’immaginazione in un alternarsi di sentimenti molte volte repressi e liberati dalla magia della parola scritta.

Acuto
Storia ambientata ai tempi nostri, ma con rimandi al 1968-1972 in una Pisa attiva nel cambiamento politico-sociale italiano.
Elisa, borghese-benestante, ha sempre evitato ogni coinvolgimento conducendo un’esistenza piatta, ma serena.
La telefonata di sua sorella Ester la sconvolge. Deve decidere se affrontare un lungo viaggio per rivedere Marco, suo vecchio amore vicino a morire. Giunta a destinazione riaffiorano i ricordi di quegli anni e della loro storia fino a scoprirsi una persona nuova. Marco non potrà sottrarsi al suo destino, ma lei lo porterà in sé come donna ormai realizzata

NOI E IL SESSANTOTTO
Scrittori e scrittrici che hanno vissuto quel periodo e giovani che lo guardano con gli occhi di chi vive oggi: storie quotidiane, a volte rumorose, a volte riservate di una rivoluzione culturale basata sugli ideali e sulla passione di viverli.
GLI AUTORI DELL’ANTOLOGIA: Giancarlo Bosini – Tiziana Viganò – Raul Della Cecca – Massimiliano Barone – Paola Crovi – Mariella Di Camillo – Angelo Gavagnin – Carla Magnani – Marika Carolla – Claudio Bernardino Foresti – Mirella Guerri – Barbara Nittoli – Gemma Girolami – Franca Balsamo – Carlo Alfieri – Prefazione di Carlo A. Martigli

L’OMBRA DEL VERO
Come in un confessionale, il mondo si avvicenda attorno al letto di Anastazia, che ha cercato di uccidersi per la paura del dolore.
Una profonda riflessione sul male di vivere e sul potere della mente. Nonostante la sua vita appaia realizzata e priva di problemi, Anastasia, la protagonista, decide di togliersi la vita. Lo fa per non andare incontro a un futuro, imprevedibile dolore, ma il suo il tentativo fallisce e lei si ritrova in coma. È paralizzata e non può parlare, e tutti pensano che non sia neppure in grado di sentire, né pensare. Al suo letto si avvicenderanno i parenti, gli amici, il personale sanitario che, convinti perlopiù di non essere uditi, sono disposti a confessarsi, a raccontarsi oltre ogni pudore. La stanza del reparto di rianimazione diviene quindi un teatro della verità, un luogo dove si entra per spogliarsi, un confessionale, mentre Anastasia riempie il tempo apparentemente vuoto declinando una sorta di dizionario dei sentimenti e delle cose notevoli dell’esistenza. In ordine alfabetico, scorrono ricordi o pensieri che fanno tutt’uno con la narrazione. Da tutto ciò la protagonista trarrà insegnamenti che la costringeranno alla necessaria maturazione, guidandola verso un esito diverso da quello che aveva immaginato.

